Bar Gelateria

Il nostro locale Bar Gelateria è stato ristrutturato nel 1993 dall'impresa EdilVivoli, con la consulenza dell'arch. Enzo Cancellieri ed i decori murali della restauratrice di affreschi Paola Irrera.

Bar
Il bar, ambiente semplice ed accogliente dai servizi eterogenei, ospita il cliente di passaggio per un buon caffè o una colazione consumata al banco, quello abituale per leggere il giornale o conversare seduto davanti ad un the ed una fetta di torta fatta in casa e l'ospite della locanda al quale viene riservata una ricca colazione all'italiana o continentale ma anche un pasto frugale a base di affettati e formaggi tipici del luogo.  In inverno il bar emana un atmosfera da "caffè" che invita ad assistere a raffinati ed intimi intrattenimenti musicali o letterari,in estate invece si trasforma in uno spazio aperto e ridente per la vasta gamma di gusti di gelato artigianale serviti al banco su coni e bicchierini o a un tavolo della terrazza in coppe di vetro.

IL CAFFE' "SOSPESO"
Quando si dice "bar" pensiamo al caffè espresso, una buona bevanda ricca di aroma e gusto che spinge tanti clienti abituali a fermarsi ogni giorno alla Locanda. Ma può essere ancora più gradito se viene richiesto come "sospeso": "Scusate ce stess nu sospes pe me?" chiese Alfonso, il nostro amico napoletano entrando una mattina nel bar. Scorgendo un'espressione interrogativa nel nostro sguardo rimarcò sorridente: "Nu cafè sospes!" e  iniziò a raccontare qualcosa che pareva un aneddoto ricavato da una storia: << A Napoli, una volta, c'era una bellissima abitudine: quando una persona stava su di giri e prendeva un caffè al bar, invece di uno ne pagava due. Il secondo lo riservava al cliente che veniva subito dopo. Detto con altre parole, era un caffè offerto all'umanità. Poi, di tanto in tanto, c'era qualcuno che si affacciava alla porta del bar e chiedeva se c'era un "sospeso".Tutto questo era dovuto al fatto che erano più i clienti poveri che quelli ricchi. Oggi purtroppo non solo non esiste più chi paga un "sospeso" ma nemmeno chi è disposto ad accettarlo. Un giorno ho conosciuto un brav'uomo bisognoso di fare amicizie, che di "sospesi" ne pagava addirittura cinque!>> LUCIANO DE CRESCENZO (Il caffè "sospeso" - Mondadori - 2008). Alla riservatezza di chi offriva il caffè si associava quella praticata dal barista nel mettere in evidenza un biglietto, per avvisare con discrezione chi avesse voluto chiedere un "sospeso". Da quel giorno Alfonso ci ha fatto conoscere un semplice gesto di solidarietà che la Locanda ha voluto adottare: il caffè "sospeso", naturalmente LAVAZZA.

Hanno scritto di noi
LOCANDA TINTI
ESERCIZI DI STILE
Come godersi Firenze dall’alto,  
sorseggiando un buon caffè
State pensando ad un week-end in Toscana? Allora, allontanatevi dagli itinerari più battuti per scegliere una sosta insolitamente deliziosa. Superate Firenze, raggiungete Pontassieve e, da lì, inoltratevi nelle splendide foreste casentinesi, fino a Diacceto. Qui c’è un rifugio speciale:  una casa rossa, che vi sorride con i suoi balconi fioriti. È la Locanda Tinti, vero orgoglio di due fratelli appassionati, Stefano e Piero, che l’hanno ristrutturata e aperta al pubblico nel 2001. Qui vi aspettano 6 camere doppie, tutte con bagno privato, travi a vista, pavimenti in cotto e mobili originali di fine ottocento. E al mattino, dopo un sonno rinfrancante tra lenzuola fresche di bucato, sarete risvegliati da un ottimo espresso LAVAZZA accompagnato da una fetta di torta fatta in casa, magari servito sulla terrazza circondata dal gelsomino. Le due ampie sale del bar ospitano anche raffinati concerti jazz, il venerdì o il sabato a partire dalle 21.30. Cosa volere di più? (dalla rivista LAVAZZA del 20.01.2004)


Gelateria
Il gelato, questo dolce squisito, nei tempi antichi era un lusso riservato alla tavola dei ricchi; oggi è veramente alla portata di tutti e non è più considerato  soltanto come un gradito refrigerio nei mesi estivi, ma in particolare, per le preparazioni artigianali a base di latte e creme, come un alimento e nello stesso tempo un dolce graditissimo per il quale non esiste stagione. Una volta chi voleva prendersi lo sfizio di mangiare un gelato d'estate doveva pensarci d'inverno e mettere in serbo la neve necessaria per raffreddare in estate succhi di frutta e creme. Nei giardini di molte antiche ville si può trovare la montagnola sotto la quale era stato scavato un ambiente che serviva appunto per mettervi la neve e fungere così da ghiacciaia; questa neve veniva poi usata nella bella stagione per confezionare, oltre a bibite ghiacciate, i sorbetti. E' ben vivo ancora in noi il ricordo di nostro padre quando, prima della guerra, saliva fino al passo della Consuma a prendere con un carretto le stanghe di ghiaccio, ivi prodotte con la tecnica dell'allagamento a strati e conservate in apposite celle sotterranee (ancora oggi sono ben visibili i pozzi di conservazione del ghiaccio in località detta Lagacciolo); o di quando scendeva alla ghiacciaia di S. Francesco di Pelago, presso il ponte mediceo, che utilizzava tecniche più moderne per la fabbricazione del ghiaccio. Allora si usava questo sistema perché unendo del sale al ghiaccio si otteneva l'abbassamento notevole della temperatura, al di sotto del punto di congelamento. La gelatiera, una sorta di cilindro al cui interno agiva un tortiglione, veniva perciò circondata dalla salamoia (ghiaccio e sale) e riempita con gli ingredienti: in questo modo la parte interna del recipiente si copriva di un leggero strato di gelato; facendo poi girare il recipiente con una manovella e contemporaneamente raschiando con una paletta, continuando a mescolare la miscela, si aveva il congelamento di questa, sotto forma di piccolissimi cristalli. Ma questa è la storia di ieri…Oggi alla primitiva sorbettiera si sono sostituite moderne tecniche di gelatura con notevole risparmio di tempo e di fatica; ma al di là dell'evoluzione tecnologica, il principio della nostra mantecazione, che utilizza mantecatori a pala, è rimasto legato all'originaria produzione di un gelato artigianale di qualità, con l'uso di ingredienti tradizionalmente genuini quali latte fresco, zucchero, uova e panna a breve conservazione, al fine di ottenere un mantecato ricco, carico e consistente, sebbene un po’ grezzo. Ma proprio queste qualità rendono unico il nostro gelato, prodotto ancora con la stessa passione ed impegno di ieri.
FESTIVAL DEL GELATO   
FIRENZE, 29-30/05/2010   
La Locanda Tinti ha partecipato al Festival del Gelato con il Comitato Gelatieri Toscani "per la diffusione del vero gelato artigianale toscano" ed ha offerto la degustazione ai suoi visitatori.

Piero al mantecatore










Hanno scritto di noi
GIRANDO PER I LOCALI
Girando per i locali di Firenze, avevamo chiesto di indicarci una gelateria "valida" dei dintorni; tutti ci hanno  indirizzato da Tinti a Diacceto, un piccolissimo paese sulla strada che da Firenze sale sino al passo della Consuma.  
(dalla rivista-inchiesta IL GELATIERE 1986)